“Ho rischiato di mollare tutto con Gasperini, ma poi ho scoperto il segreto del suo allenamento!”

Il centrocampista brasiliano dell’Atalanta, Ederson José dos Santos Lourenço da Silva, meglio noto come Ed, ha rilasciato una lunga intervista a La Gazzetta dello Sport, in cui ha parlato della sua esperienza nel club e dei suoi obiettivi futuri. Il giocatore si è detto soddisfatto del suo rendimento attuale, ma ha ammesso di avere ancora molte cose da migliorare.

Ed ha scelto di firmare con l’Atalanta perché attratto dal progetto della squadra e dal desiderio di diventare un giocatore migliore. Nonostante abbia avuto qualche difficoltà ad ambientarsi, il supporto dei compagni e degli allenatori gli ha permesso di superare questo momento difficile. Attualmente si assegna un voto tra il sette e mezzo e l’otto.

La svolta per Ed è stata la partita vinta a Roma contro la Lazio. Quella sera ha finalmente fatto tutto quello che il mister Gasperini gli chiedeva. Se Koopmeiners non si fosse infortunato, Ed avrebbe avuto comunque la stessa fiducia. L’obiettivo dell’Atalanta è tornare in Europa e attualmente la squadra è in linea con quegli obiettivi. Il suo obiettivo personale è fare più assist e gol. Ed sa di avere più gol nelle gambe, ma trovare il giusto equilibrio fra segnare e far segnare è importante.

Gasperini chiede di più a Ed in difesa, più corsa, più assist e più gol. Il giocatore ha lavorato molto sulla fase difensiva e ha capito che per aiutare la squadra in avanti deve anzitutto aiutare dietro. All’inizio è stato difficile adattarsi alla corsa “martellata” di Gasperini, ma l’aspetto su cui ha dovuto lavorare di più è stato quello mentale. Le gambe seguono la testa, anche quando si è stanchi o si pensa di aver già lavorato abbastanza.

Ed si sente meglio da mediano e ama partire da lontano per cercare la porta. Sabato il Bologna proverà a rallentare l’Atalanta, ma la squadra deve fare bene. Le prossime dieci partite sono tutte cruciali. Ed pensa molto alla nazionale brasiliana e spera di essere un po’ più vicino a una chiamata. Ancelotti, che lavora in Europa e segue e conosce di più il calcio italiano, potrebbe essere un’opportunità.

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