Lazio, Igor Protti: «La malattia è la mia partita più dura. Ho pianto con la chemio addosso»
Igor Protti, l’ex attaccante simbolo degli anni ’90, sta affrontando una sfida ben più dura rispetto ai match sul campo. Lontano dai riflettori, Protti si batte contro una grave malattia, come raccontato in un commovente’intervista a La Repubblica. Tra paure e ricordi indelebili, l’ex bomber riporta alla mente i momenti vissuti indossando la maglia della Lazio.
Protti ha recentemente ricevuto una standing ovation dai tifosi livornesi, un segnale d’affetto che ha toccato il suo cuore. «Ci vogliamo tutto il bene del mondo. Venerdì, quando lo stadio ha cantato il mio nome, ho pianto. Avevo la chemio attaccata al corpo e non mi sono mai vergognato delle mie lacrime. In quelle, c’erano gioia, nostalgia e paura che fosse l’ultima volta», ha confessato l’ex calciatore. Le sue parole risuonano di umanità, mettendo in evidenza la forza e la fragilità dell’animo umano.
Nei suoi giorni, Protti oscilla tra l’adrenalina dei supporti e il peso delle incertezze. «Ho tanta paura. Dopo la botta di adrenalina, il crollo è sempre in agguato», ha aggiunto. La lotta contro la malattia richiede un coraggio che ricorda quello mostrato sui campi da gioco.
Ripensando alla sua carriera, l’acclamato attaccante ha reso omaggio ai club che hanno segnato la sua vita. In particolare, la Lazio, con la maglia numero 10, ha un posto speciale nel suo cuore. «Da ragazzino, il mio idolo era Rivera. Nel ’95 chiesi la 10 prima al Bari, poi alla Lazio e infine al Napoli. Nessuno poteva avvicinarsi a Maradona», ha ricordato con affetto. La maglia non è solo un simbolo, ma rappresenta responsabilità e creatività. «Spero che quella maglia incredibile, poi ritirata, sia stata almeno un po’ contenta di essere indossata da me», ha aggiunto.
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Roma e Bologna: avversari da temere in Serie ALa storia di Igor Protti è quella di un uomo che ha dedicato la vita al calcio e che ora combatte una battaglia ben più grande. La Lazio, il club che ha fatto parte del suo cammino, gli è vicina, così come i tifosi biancocelesti. Non hanno mai dimenticato il suo spirito combattivo, dentro e fuori dal campo, testimoniando un legame che trascende le barriere del tempo e delle avversità.