La Juventus si trova in una situazione difficile a livello finanziario, con previsioni di perdite nel bilancio che verrà chiuso il 30 giugno che potrebbero raggiungere i 120 milioni di euro. La dirigenza bianconera sta cercando di trovare soluzioni per contenere i costi e garantire la sostenibilità del club, considerando che senza la partecipazione alla Champions nel 2023-24 i conti sul futuro partirebbero con un forte handicap. Una delle strade percorribili è il taglio dei costi, in particolare del monte ingaggi, che potrebbe comportare la cessione di alcuni giocatori pregiati.
Tra i calciatori in uscita ci sono già Angel Di Maria e Adrien Rabiot, entrambi a scadenza e con uno stipendio importante. La Juve non sembra disposta a garantire ancora 6 milioni netti all’anno a Di Maria, mentre Rabiot libererà la Signora dei suoi 7 milioni netti d’ingaggio. Inoltre, la Juve dovrà versare al PSG 2,5 milioni per la mancata opzione di riscatto di Leandro Paredes, ma almeno non avrà più a carico i 7 milioni di stipendio annui dell’argentino. Tuttavia, queste partenze non saranno sufficienti a sistemare i conti, e la Juve dovrà ragionare sulle cessioni dei giocatori più pregiati.
Dusan Vlahovic e Federico Chiesa sono due nomi che potrebbero attirare l’attenzione dei club più facoltosi, ma mentre per profili come Bremer o Locatelli i bianconeri sembrano orientati a voler resistere, su Vlahovic e Chiesa il discorso è più complesso. Il serbo ha gli occhi delle grandi di mezza Europa addosso, ma senza Champions potrebbe essere invogliato a cambiare aria. Anche Chiesa ha il contratto in scadenza nel 2025 e il rinnovo è problematico con i paletti imposti dal bilancio bianconero. La Juve potrebbe quindi valutare offerte per profili giovani come Soulé e Iling Jr, così come per gli elementi di rientro dai prestiti. In entrata, la Juve punterà su colpi sostenibili, possibilmente italiani come Frattesi o in rampa di lancio come Carlos Augusto, Laurienté e Sulemana.