L’Inter ha vinto il primo tempo e buona parte del secondo contro il Manchester City, grazie alla strategia tattica di Simone Inzaghi. L’allenatore dell’Inter ha banalizzato il Manchester delle meraviglie, narcotizzandolo con un atteggiamento fintamente remissivo per lungo tempo. Inzaghi ha architettato un sistema di marcature posizionali, in base ai movimenti degli avversari, e questo ha seminato dubbi nel City, abituato alla Premier League dell’intensità ma non dell’applicazione costante e cerebrale per il disinnesco.
La strategia dei nerazzurri ha colpito anche per la “scala” delle marcature. Inzaghi non è andato all’uno contro uno classico, ma ha difeso per competenza territoriale e di movimenti. Un atteggiamento di prevenzione che seminava dubbi nel City, ma anche i cambi di gioco dell’Inter, da destra a sinistra e viceversa, prendevano in controtempo la linea difensiva del City.
Il Manchester City non ha rubato la vittoria, ma la sconfitta dell’Inter non è giusta. Inzaghi avrebbe meritato la chance dei supplementari per come ha imbrigliato e infastidito il City. Ha beffato Pep e il risultato non c’entra, è chiaro. Ci riferiamo alla prestazione. Tutti i discorsi sulla grande bellezza, sul calcio di Guardiola come via maestra e rivoluzionaria, oggi suonano abbastanza stonati. Il City ha vinto con normalità, senza incantare, e ha rischiato di subire più di una rete, dimostrazione di una fragilità difensiva di fondo.
Tutte le chiacchiere della vigilia sulla distanza siderale tra City e Inter erano infondate. Ieri sera Guardiola e Inzaghi sono stati vicini, vicinissimi, e il nostro premio della critica, per quello che vale, lo consegniamo all’allenatore di un’Inter all’assoluta altezza del City. Inzaghi si è preso a Istanbul la vera laurea, il master che più conta.
Per approfondire le tue conoscenze sulle scommesse calcio, consulta i siti di scommesse di calcio più votati.