Ding Liren ha appena fatto storia vincendo il Mondiale di scacchi e diventando il primo cinese ad aggiudicarsi il titolo. Il trentenne ha battuto il russo Ian Nepomniachtchi dopo tre settimane di partite ad Astana, in Kazakistan. In conferenza stampa ha dedicato la vittoria ai suoi nonni e alla madre, ma ha anche mandato un messaggio d’amore alla Juventus, la sua squadra del cuore. “La prima cosa che voglio fare è andare a Torino a vedere dal vivo la Juve”, ha detto. “Tifo Juve, verrò all’Allianz presto”.
La storia di Liren è quella di un giovane che ha iniziato a giocare a scacchi a soli 4 anni e che da gran maestro dal 2009 ha analizzato la sua abilità, cambiando spesso il modo di allenarsi. La sua freddezza e la calma che mantiene mentre gioca sono le sue armi migliori. In passato, ha anche studiato legge all’università di Pechino. Liren ha portato un intero paese sul tetto del mondo degli scacchi con la sua vittoria, che gli è valsa circa un milione di euro.
La Cina è diventata un punto di riferimento per il mondo degli scacchi, sia per la categoria maschile che femminile. La regina cinese in carica è Lei Tingjie, che ha battuto la connazionale Tan Zhongyi l’anno scorso. La storia di Liren ha inizio a Wenzhou, sulla costa del Mar Cinese Orientale, dove si è giocata nel 1995 l’iconica partita di scacchi tra Xie Jun, la prima campionessa del mondo cinese, e il sovietico Viktor Korchnoi. Da allora, Wenzhou è stata insignita del titolo di città degli scacchi. La disciplina è stata disprezzata in passato dalla maggior parte della popolazione cinese, considerata come una delle manifestazioni del decadente Occidente, ma oggi la musica è cambiata e la Cina è campione del mondo.
In conclusione, la vittoria di Liren ha reso orgogliosa l’intera nazione cinese. Il giovane campione ha dimostrato che la disciplina degli scacchi non è solo una manifestazione del decadente Occidente, ma un gioco che richiede impegno, dedizione e passione. La Cina, grazie alla vittoria di Liren, è diventata un punto di riferimento per il mondo degli scacchi.