La Juventus viene ancora una volta coinvolta in un’indagine relativa alle manovre stipendi fatte dal club nel periodo del Covid. In particolare, viene contestata la violazione dell’articolo 4 del codice di giustizia sportiva, che preserva il principio di lealtà. L’articolo 4 si divide in tre punti e sancisce l’osservanza dello statuto, del codice di giustizia sportiva, delle norme organizzative interne Figc (Noif) e di altri principi, tra cui la lealtà, la correttezza e la probità in ogni rapporto riferibile all’attività sportiva. In caso di violazione di questi obblighi, si applicano le sanzioni previste dall’articolo 8 e dall’articolo 9 del codice.
Secondo l’articolo 8, le società colpevoli di violazione possono essere punite con una o più delle seguenti sanzioni: ammonizione, ammenda, ammenda con diffida e penalizzazione di uno o più punti in classifica. Nel caso in cui la penalizzazione sul punteggio sia inefficace nella stagione sportiva in corso, sarà scontata in tutto o in parte nella stagione seguente. L’articolo 9, invece, prevede sanzioni per i dirigenti, i tesserati delle società, i soci e i non soci che violano il codice di giustizia sportiva e altre disposizioni applicabili. Tra le sanzioni previste ci sono l’ammonizione, l’ammonizione con diffida, l’ammenda, l’ammenda con diffida, la squalifica a tempo determinato in ambito Figc, il divieto temporaneo di accedere agli impianti sportivi, l’inibizione temporanea a svolgere attività in ambito Figc e la preclusione alla permanenza in qualsiasi rango o categoria della Figc.
Nel caso della Juventus, l’accusa riguarda la concordanza di un differimento di alcune mensilità con i propri calciatori e Sarri, all’epoca allenatore della prima squadra. L’accordo, infatti, è stato contenuto in alcune scritture private non depositate regolarmente in Lega e in Federcalcio. Sul bilancio, inoltre, le stesse mensilità sono state omesse, sebbene la posizione del club sia che le somme siano state caricate sotto un’altra voce e con una diversa interpretazione della norma. La Juventus, quindi, rischia sanzioni per la presunta violazione dell’articolo 4 del codice di giustizia sportiva, tra cui l’ammonizione, l’ammenda, la squalifica e il divieto temporaneo di accedere agli impianti sportivi.