Il Milan, dopo la frenata contro la Cremonese, si prepara allo sprint finale senza la presenza di Zlatan Ibrahimovic. Il campione svedese non potrà aiutare la squadra a raggiungere almeno il quarto posto in campionato o superare la semifinale di Champions. Questa situazione fa bocciare il rinnovo del suo contratto l’estate scorsa, che ha tolto il posto ad un altro attaccante rimpianto anche mercoledì sera come alternativa al deludente Origi.
Ibrahimovic, infatti, è stato operato poco meno di un anno fa, il 25 maggio 2022, quando gli è stato ricostruito il legamento crociato anteriore del ginocchio destro. Secondo le previsioni dei medici, sarebbe stato in grado di tornare in campo dopo otto mesi, a fine gennaio. Tuttavia, non è stato inserito nella lista UEFA per le partite in Champions League e non è stato in grado di giocare nemmeno in campionato. Con soltanto quattro presenze per 143 minuti totali e un gol segnato su rigore il 18 marzo a Udine, il bilancio di Ibrahimovic è fallimentare.
L’infortunio al gemello mediale al polpaccio destro lascia infatti poche speranze per un suo rientro nell’ultima gara di campionato, il 4 giugno, contro il Verona. Ibrahimovic, però, non sembra avere intenzione di ritirarsi e ha spiegato che sarebbe stato troppo facile farlo dopo una vittoria. Tuttavia, il mitico Gianni Rivera ha dimostrato di essere grande anche nell’ora dell’addio, coinciso con lo scudetto della stella nel 1979. Frenato dagli acciacchi, neppure lui in quel campionato giocò tutte le partite accumulando soltanto tredici presenze su trenta. Subito dopo, però, chiuse da vincitore quando non aveva ancora compiuto 36 anni. Un modo elegante per lasciare nel momento migliore.
Invece, Ibrahimovic ci sta lasciando il brutto ricordo di un campione dolorante, incapace di giocare almeno pochi minuti. Una grande occasione mancata, come la sua ultima Champions da spettatore. La verità è che prima o poi bisogna smettere perché il corpo lancia segnali che vanno raccolti. Ibrahimovic, telecomandato dal proprio egoismo con il colpevole avallo della società, rischia di rovinare la sua immagine e la sua reputazione di grande giocatore.