Il City ha dei difetti difensivi che possono essere sfruttati dall’Inter, che potrebbe fare del male non solo con una difesa a 3.

A tre settimane dalla finale di Champions League tra Inter e Manchester City, il quotidiano Libero si concentra sull’analisi dell’incrocio tra le due squadre. Secondo il giornale, l’Inter ha due vantaggi rispetto alla squadra di Guardiola: il primo è il formato della finale, ovvero una gara secca in campo neutro che appiattisce le differenze e lascia spazio all’episodio e al caso, ciò che il tecnico catalano teme di più. Inoltre, il Manchester City sarà favorito e l’Inter si è esaltata in stagione quando è stata nettamente sfavorita.

Il precedente di due anni fa contro il Chelsea di Tuchel, con la sconfitta di Guardiola, conferma quanto il tecnico spagnolo soffra la difesa a tre. Tuttavia, la squadra del Manchester City è più matura e pronta ad affrontare una finale, proprio perché è passata da quella sconfitta, ma non si può pensare di vincere una Champions senza battere la squadra migliore.

Il quotidiano Libero analizza anche la modifica tattica del Manchester City, che ha cambiato la squadra dopo il ko del 5 febbraio contro il Tottenham. Da quel momento, la squadra di Guardiola non ha più perso una partita e in Premier ha solo vinto, al netto di un pareggio con Nottingham. Il nuovo modulo dei Citizens è un 3-2-4-1 senza terzini né esterni a tutta fascia che obbliga il City a lasciare spazi sugli esterni. Il punto debole è lo spazio dietro le ali, Grealish e Bernardo Silva, che è vuoto a meno di loro ripiegamenti difensivi. Lì corrono Dumfries e Dimarco, che dovranno avere coraggio e cercare di difendere il meno possibile, o le mezzali Barella e Mkhitaryan o Calhanoglu che hanno già abbozzato questi movimenti contro il Milan in semifinale.

Infine, il Manchester City non è abituato ad affrontare una coppia di centravanti, in Premier non la usa praticamente nessuno. Ruben Dias, il centrale-marcatore, prende in consegna la punta avversaria in un costante uno-contro-uno, da cui esce vincitore per abilità personali, mentre i due ai suoi fianchi si occupano delle ali offensive. Mai è capitato di fronteggiare due attaccanti vicini quindi Guardiola dovrà per forza di cose rivedere qualcosa, abbassando Stones più spesso o obbligando Akanji o Walker a stringersi, lasciando così qualche metro sugli esterni.

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