Il Torino ha dimostrato con una vittoria per 4-1 contro lo Spezia di desiderare fortemente l’ottavo posto. È giunto il momento che la fortuna si rivolga anche ai granata.

Il Torino ha dato una dimostrazione di forza ieri pomeriggio, battendo lo Spezia al Picco per 4-0. Una vittoria importantissima che dimostra come i granata siano ancora vivi nella lotta per un posto in Conference League. Il risultato perentorio salgono a 9 le vittorie lontano da casa e nelle ultime 4 consecutive (Lazio, Sampdoria, Verona e Spezia) non sono state subite reti. Non era scontato battere lo Spezia che aveva motivazioni importanti, ma il Torino ci è riuscito. E’ vero che il risultato è stato sbloccato da un autogol, ma è stato propiziato dal calcio d’angolo ben indirizzato in area da Miranchuk, che in precedenza aveva colpito la traversa (14’), e dall’intervento di Singo prima che la palla fosse deviata da Wisniewski che ha così un po’ sorpreso il suo portiere che non è riuscito a intervenire prima che entrasse in porta (24’). Un pericolo i granata lo hanno corso quando Buongiorno in area ha trattenuto per il polso Nzola, ma in precedenza in quella stessa azione c’era stato un fallo di mano di Gyasi (35’) per cui niente rigore per lo Spezia. A inizio secondo tempo poi Vojvoda ha colpito il palo (47’) e i gol di Ricci (72’) e Ilic (75’) hanno chiuso la partita. Sanabria si è visto giustamente annullare il gol, ma aveva fatto un fallo su Nikolaou (80’). E a seguire Nzola ha provato a riaprirla, ma un fuorigioco all’inizio dell’azione di Esposito ha fatto annullare anche questa rete (83’). Infine Karamoh, servito in area da Sanabria, ha stoppato e partecipato anche lui al festival dei gol.

Una sorta di riscatto e la determinazione tirata fuori per essere più forti dei limiti intrinseci e delle avversità che non dipendono dalla propria volontà. Si pensi ai punti lasciati per strada in altre occasioni, i pareggi con Verona, Salernitana due volte, Empoli e Cremonese e alla sconfitta con lo Spezia all’andata, squadre che sono già retrocesse o che stanno lottando per non andare in B oppure che da poco hanno raggiunto l’aritmetica salvezza. E ai due rigori non dati nella gara con il Monza che così era andato avanti di due punti e ora è dietro di uno, ma alle 15 deve affrontare il Lecce che ha tre punti in più del Verona, alle 12,30 giocherà con l’Empoli già salvo, e uno di vantaggio sullo Spezia.

Per il Torino servirà ancora uno sforzo e un po’ di fortuna. Battere l’Inter, che si è assicurata la Champions League, e sperare che il Bologna non vada oltre il pareggio con il Napoli, da tempo campione d’Italia. Se tutto filasse per il meglio, in ottica granata, questa sera il Torino si ritroverebbe a 53 punti insieme alla Fiorentina, che ieri ha battuto la Roma 2 a 1, all’8° posto con un punto più del Monza e con tre di vantaggio sul Bologna. E vincendo nell’ultima giornata con l’Inter, se anche la Fiorentina battesse il Sassuolo per la classifica avulsa, qualora la Juventus fosse esclusa dalla Uefa dalle coppe internazionali, il Torino andrebbe ai preliminari di Conference League perché negli scontri diretti ha conquistato quattro punti e la Viola solo due. Non mollare mai e crederci fino alla fine perché anche per il Toro sarebbe giusto che una volta tanto la Dea Bendata si ricordasse di lui.

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