La Lazio sta vivendo una stagione straordinaria grazie al lavoro meticoloso di Maurizio Sarri. Sebbene non abbia ancora la capacità di gestire un impegno ogni tre giorni, quando si concentra su un solo obiettivo può battere chiunque. Lotito, presidente della Lazio, ha dimostrato di saper assecondare Sarri e di avere pazienza, creando un rapporto solido. Sarri ha ritrovato il ruolo di allenatore, un ruolo molto diverso da quello di gestore che ha ricoperto in passato. Ciò che Sarri ha imparato dall’esperienza passata fatta con il Chelsea e la Juventus è che la pazienza e il duro lavoro sono la chiave per far fiorire le sue idee. A differenza di Inzaghi, Sarri non condivide idee e scelte con Tare, il direttore sportivo della Lazio, e il suo modo di fare mercato. Sebbene Tare abbia pagato alcuni errori di mercato, sta affrontando il suo momento più difficile, poiché la bilancia pende in un’unico direzione e la storia tra Lotito e Tare sembra arrivata ai titoli di coda.
Napoli è passata alla storia grazie alla stagione dei 91 punti, ma ciò che viene spesso dimenticato è che quel campionato fu il risultato di due anni di lavoro, soprattutto della stagione precedente, la prima senza Gonzalo Higuain. Napoli conquistò 48 punti dal giro di boa in poi, la miglior squadra del girone di ritorno di un campionato che concluse al terzo posto con 86 punti. Mertens centravanti fu la ciliegina sulla torta, l’upgrade definitivo per un successivo campionato. Oggi, la Lazio sembra vivere quello stesso secondo anno. Sebbene ci siano alcune differenze, la Lazio sta emergendo in tutta la sua forza in questo girone di ritorno, vincendo sei partite e pareggiandone una. Lotito dovrà prendere presto una decisione riguardo al futuro di Tare, poiché Sarri ha bisogno di persone allineate al suo credo per portare a compimento il suo lavoro.
Tare e Lotito si sono conosciuti 18 anni fa quando Lotito acquistò Tare come attaccante per la Lazio. Tre anni dopo, Lotito accorse il potenziale di Tare come direttore sportivo e da allora non ha mai più cambiato idea. Negli anni si sono scontrati, ma hanno allargato il loro raggio d’affari anche oltre il calcio. Tuttavia, il quadro è cambiato negli ultimi anni con il cambio di allenatore. Fabiani è stato inserito nell’organigramma della società come direttore sportivo della primavera, ma in realtà, è stato il trait d’union tra le richieste di Sarri e le decisioni di Lotito. Tare è stato il pugniball di Sarri nell’ultima stagione e ha pagato alcuni errori di mercato, ma soprattutto, ha una visione molto diversa da quella del suo allenatore. La bilancia si sta inclinando verso Sarri, il quale chiede sempre più persone allineate al suo credo per portare a termine il suo lavoro.