Le motivazioni del -10 in classifica della Juve riguardano le plusvalenze.

La Corte d’Appello federale ha emesso la sua decisione sul caso delle plusvalenze della Juventus, che ha portato alla penalizzazione del club di 10 punti in classifica. La motivazione della pronuncia dello scorso 22 maggio è stata data a conoscere e spiega i motivi per cui i “consiglieri operativi” non possono essere puniti. Secondo i giudici, non erano consapevoli dei comportamenti dei dirigenti apicali del club sulla vicenda delle plusvalenze e non erano informati. Ciò porta allo “sconto” di 5 punti. La Corte d’Appello ha poi spiegato che la penalizzazione per la responsabilità diretta dei quattro dirigenti apicali (Andrea Agnelli, Fabio Paratici, Maurizio Arrivabene e Federico Cherubini) è accertata dal Collegio di garanzia e quindi non può essere revocata.

La pena inflitta ai quattro dirigenti apicali è stata così suddivisa: Fabio Paratici, inibito per 30 mesi, ha pesato 4 punti di penalizzazione; Andrea Agnelli, inibito per 24 mesi e legale rappresentante della società, pesa 3 punti di penalizzazione; Maurizio Arrivabene, inibito per 24 mesi, pesa 2 punti di penalizzazione; Federico Cherubini, inibito per 16 mesi, pesa 1 punto di penalizzazione. La sanzione complessiva di 10 punti in classifica da scontare nella stagione sportiva in corso è stata ritenuta equa, proporzionale e ragionevole dalla Corte d’Appello.

La decisione della Corte d’Appello ha concluso un lungo processo che ha coinvolto la Juventus e i suoi dirigenti. La vicenda delle plusvalenze ha visto la società bianconera accusata di aver gonfiato artificialmente i valori di alcuni giocatori per aumentare i profitti. La decisione della Corte d’Appello ha messo fine a mesi di speculazioni e dibattiti tra i tifosi della Juventus e gli appassionati di calcio in generale. La penalizzazione di 10 punti in classifica rappresenta una grave perdita per la Juventus, che dovrà impegnarsi al massimo per recuperare il terreno perso.

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