Scandalo ADL: Bandiere usate come pretesto per minacce da parte di Ultras, CEO sotto scorta per le intercettazioni!

Il Napoli è al top della sua storia: ha recentemente raggiunto la semifinale di Champions League e sta competendo per il titolo di campione d’Italia. Tuttavia, tutto ciò fa da sfondo a un ambiente caotico, segnato da disordini e risse tra i tifosi e il presidente del club, Aurelio De Laurentiis. In particolare, gli ultrà della Curva B partenopea sono accusati di impedire a altri tifosi di sostenere la squadra durante le partite. Il patron del Napoli è stato recentemente messo sotto scorta a scopo cautelativo, a seguito di una segnalazione da parte della Prefettura al Viminale, poiché sarebbero state rilevate intercettazioni di contesti ultrà che avrebbero buttato luce sulle minacce ricevute dal presidente nel contesto della rissa avvenuta nella Curva B durante la partita contro il Milan. L’intera situazione è stata confermata dal Corriere della Sera, che aggiunge che la questione tra tifosi e proprietà ha antiche radici che si attualizzano periodicamente: l’ultima goccia sarebbero stati il caro del biglietti e il divieto di introdurre bandiere e tamburi allo stadio.

La situazione nell’ambiente del calcio napoletano appare molto tesa, dal momento che la vittoria dei successi sportivi non è riuscita a risollevare l’umore della franchigia più estrema dei tifosi del Napoli. L’intromissione di situazioni di questo tipo è tuttavia tipica in Italia, dove gruppi di tifosi possono facilmente turbare il clima di una partita seppur vittoriosa, mettendo a repentaglio la sicurezza dei protagonisti. La presenza della scorta del presidente De Laurentiis è perciò stata necessaria per prevenire qualsiasi evento spiacevole che potrebbe mettere a rischio non solo la sua stessa incolumità, ma anche quella degli altri tifosi. Speriamo che presto il clima possa serenarsi e che i tifosi possano tifare liberamente per la propria squadra del cuore, senza dover incontrare problemi di sorta. Il mondo dello sport non dovrebbe mai tradursi in violenza e minacce.

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