Il 13 aprile del 1997 è una data che resterà nella storia dell’Udinese. La squadra friulana, che quella sera affrontava la Juventus, lottava per la salvezza e si trovava a 6 punti dalla zona retrocessione. In campo, però, ci fu un episodio che avrebbe potuto cambiare il corso dell’incontro e della stagione.
Dopo soli tre minuti di gioco, l’arbitro espulse il terzino Genaux per un fallo su Zidane. L’Udinese si trovò quindi costretta a giocare in dieci per più di 80 minuti contro la potente Juventus di Lippi. Tutti si aspettavano che Zaccheroni decidesse di togliere una punta e difendersi a oltranza, ma invece il tecnico sorprese tutti.
Zaccheroni si ispirò a Zeman e alla sua filosofia offensiva, mentre la Juventus si trovò a dover affrontare un avversario che non si arrendeva. A sorpresa, l’Udinese riuscì anche a portarsi in vantaggio grazie ad un gol di Poggi. La Juventus pareggiò con Del Piero, ma alla fine i friulani strapparono un punto prezioso.
Nel post-partita, Lippi ammise di essere stato sorpreso dalla scelta dell’Udinese e dal coraggio dimostrato dai suoi giocatori. Zaccheroni, invece, si dimostrò sicuro delle sue scelte e affermò di aver voluto dimostrare che l’Udinese poteva giocare alla pari con qualunque squadra.
Quella partita segnò una svolta nella stagione dell’Udinese, che riuscì a salvarsi e a conquistare la permanenza in Serie A. Ma soprattutto, quella partita rappresentò un esempio di come la mentalità offensiva e il coraggio possano fare la differenza in campo. La lezione di Zaccheroni, oggi, potrebbe essere ancora attuale per molte squadre.