“Scopri la rivelazione Scioccante dell’Artista Jorit sulla Tensione nel Milan-Napoli dopo la Sconfitta 0-4, Nel Retroscena del Murale di Maradona!”

Il legame tra i napoletani e la loro città è incredibilmente forte e va oltre il tradizionale attaccamento alla maglia. Diego Armando Maradona è stato e continua ad essere considerato il simbolo della napoletanità come calciatore, un “Dios umano” che apparteneva al popolo, come afferma lo street artist Jorit Ciro Cerullo. Jorit è un artista napoletano di madre olandese che ha girato il mondo con le sue opere, imprimendo sui muri il suo impegno sociale e la sua attenzione verso la rivendicazione dei diritti. La sua firma sono i ritratti giganteschi di personaggi conosciuti, ma anche di gente comune, che diventano simboli di lotta e resistenza sociale.

Il Pallone fa parte integralmente delle sue opere grazie all’amore che nutre per il Pibe de Oro, anche se lo considera in una chiave di lettura molto diversa da quella che banalmente si potrebbe attribuire al culto calcistico: “Si è sempre schierato dalla parte degli ultimi. Per questo se mi chiedi se c’è un punto d’incontro tra calcio e arte, la mia risposta sarà sempre Diego”. Tifosissimo del Napoli, condivide con altri appassionati l’avvicinarsi del terzo scudetto, a 33 anni dall’ultima volta, e sogna la Champions. Non si può escludere che presto compaia un altro murales dedicato alla squadra.

Diego Maradona ha trascinato la squadra del Napoli verso le vittorie, diventando l’icona della città. Nonostante Jorit non abbia mai avuto l’occasione di incontrarlo di persona, ha una forte connessione con lui grazie al suo schierarsi dalla parte del popolo, sia sudamericano, cubano o palestinese. Diego ha apprezzato il murales di San Giovanni a Teduccio realizzato dall’artista: “A Napoli e nel mondo gliene ho dedicati a decine, ma diciamo che aver creato quella più imponente quando ancora era in vita ed essere ringraziato pubblicamente da Diego è stato un vero onore”.

Jorit crede che Maradona sarebbe stato felice di vedere giocare l’attuale squadra del Napoli, sia dal punto di vista calcistico che umano. “Diego era una persona che gioiva nel vedere la gente felice, era in sintonia con il popolo su questo e lo sarebbe stato anche ora che Napoli è in fermento”. Non sembra essere interessato a dedicare un murales a un singolo calciatore, poichè ritiene che il calcio e il business abbiano preso troppo il sopravvento e che sia scomparso l’attaccamento alla cultura e alle tradizioni, che costituivano l’essenza della squadra.

Stasera si gioca la partita di quarti di Champions contro il Milan e nonostante Jorit sia scaramantico, non si può negare che la città sia in fermento. La festa è già iniziata da tempo e la gente sta impazzendo. C’è un fermento che non si era mai visto prima e un forte desiderio di festeggiare.

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