La Juventus dovrà affrontare un nuovo procedimento legale, stavolta relativo a manovre stipendi, partnership con società terze e operazioni con agenti. Il procuratore Giuseppe Chiné ha deferito il club dopo la conclusione delle indagini il 12 aprile. Inizialmente, la Juventus aveva cercato di raggiungere un accordo su una sola ammenda pecuniaria con il procuratore della FIGC, ma non è stato possibile trovare un punto d’incontro utile, portando alla decisione del deferimento.
Il mese di maggio sarà particolarmente difficile per la Juventus, che il 22 maggio dovrà affrontare il processo plusvalenze bis, in cui il club è stato ritenuto colpevole. È necessario chiarire l’entità della penalizzazione in questo caso. A metà giugno, la Juventus dovrà poi affrontare il procedimento relativo al deferimento per le manovre stipendi, partnership con società terze e operazioni con agenti.
Secondo l’accusa, la questione stipendi sarebbe particolarmente grave, e sono indagati i dirigenti Agnelli, Paratici e Nedved. La Procura sostiene che i dirigenti avrebbero depositato accordi di riduzione di quattro mensilità in periodo Covid con 21 calciatori, ma avrebbero omesso le integrazioni che hanno permesso ai tesserati di recuperare tre mensilità. Tutto questo è avvenuto dopo la chiusura dell’esercizio contabile il 30 giugno 2020.
Il nuovo procedimento potrebbe avere conseguenze pesanti per la Juventus, che potrebbe subire una nuova penalizzazione oltre a quella del processo plusvalenze bis. Tuttavia, i due procedimenti potrebbero essere legati in qualche modo. Se la Juventus dovesse ricevere una penalizzazione tale da escluderla dalle coppe il 22 maggio, il procedimento relativo alle manovre stipendi, partnership con società terze e operazioni con agenti potrebbe andare a pesare sul campionato 2023/2024. La Juventus dovrà affrontare questo nuovo procedimento con serietà e determinazione per evitare conseguenze ancora più gravi.