Durante la trasmissione Report, dedicata a Calciopoli, l’ex amministratore delegato della Juventus, Luciano Moggi, ha rilasciato dichiarazioni interessanti riguardo all’inchiesta del 2006. Moggi ha affermato che di tutte le intercettazioni effettuate, solo 25 riguardavano la Juventus. Ha inoltre sostenuto di aver portato le voci di chi veniva intercettato, senza mai aver attivamente partecipato a manovre illecite.
Moggi ha anche parlato di alcune personalità del mondo del calcio, come Moratti e Tavaroli. Ha raccontato un episodio in cui Moratti avrebbe detto di lasciar da parte Moggi, ma Facchetti insisteva nell’ottenere i numeri telefonici di Moggi da Tavaroli. Inoltre, Moggi ha rivelato di aver parlato anche con Berlusconi, che lo avrebbe informato delle intercettazioni. Secondo Moggi, Berlusconi gli avrebbe assicurato che non c’era nulla di penale e che il problema non si sarebbe posto.
Moggi ha poi parlato dell’episodio che ha preceduto il Mondiale del 2006, quando non volevano né Lippi, né Cannavaro, né Buffon. Moggi ha dichiarato di aver fatto la sua parte parlando con loro, e che alla fine questi calciatori si sono distinti in difesa dell’Italia. In generale, Moggi ha cercato di rigettare l’immagine negativa che gli è stata attribuita in seguito all’inchiesta, sottolineando di essersi sempre comportato in modo lecito.
In conclusione, le dichiarazione di Moggi in questa intervista sembrano confermare la sua tesi di non aver mai fatto nulla di illecito. Tuttavia, il personaggio in questione rimane ancora molto controverso nel mondo del calcio e molte persone hanno un’opinione negativa su di lui. Ciò nonostante, le sue parole rappresentano un’interessante testimonianza sulla vicenda di Calciopoli, che ha scosso il calcio italiano a cavallo tra gli anni 2000 e 2010.