La partita tra Sassuolo e Juventus (1-0) è stata così complicata che è difficile trovare un argomento su cui concentrarsi per un po’. Meglio prendere qui e lì motivi e motivetti, anche se sconnessi, per creare un certo legame tra le sensazioni provate e il concreto andamento dei fatti. Tra le cose belle, c’è sicuramente il portiere del Sassuolo, Consigli, che è stato protagonista contro i bianconeri con un volo sul colpo di testa di Rabiot. Nonostante l’errore gravissimo della settimana precedente, non è stato mai messo in discussione e ha dimostrato la sua sicurezza in campo.
Al contrario, la partita contro la Juventus ha dimostrato l’eccessiva presunzione del club bianconero, convinto di poter vincere in automatico contro il Sassuolo. L’allenatore Allegri aveva pensato di non giocare per i primi 60 minuti, inserire le stelle e vincere perché “certe gare vanno vinte, non giocate…”. Ma il Sassuolo non si è fatto intimorire e ha lottato fino alla fine, senza la presenza del ‘furbastro’ Berardi.
Tuttavia, non si può ignorare l’errore finale dell’arbitro Rapuano, che non aveva ammonito nessuno fino al 95esimo, per poi ‘giallare’ Chiesa per un fallo a centrocampo che interrompeva il terzo contropiede clamoroso del Sassuolo e con esso una chiarissima occasione da gol. Non può succedere nemmeno questi errori, che non possono essere considerati come semplici sviste arbitrali. Inoltre, non è corretto definire l’operato dell’arbitro come “molto bene” solo perché ha commesso un solo errore di valutazione.
In sintesi, la partita tra Sassuolo e Juventus è stata caratterizzata da una presunzione e una sufficienza sbagliate da parte dei bianconeri, che hanno subito la superiorità dei neroverdi. Tuttavia, non si possono trascurare gli episodi arbitrali che hanno influenzato l’esito della partita.