Matteo Mussi, un giovane tifoso dell’Inter, ha raccontato la sua storia alla Gazzetta dello Sport. Non vedente dalla nascita, Matteo va allo stadio con il padre Claudio, che gli racconta la partita. Nonostante non abbia mai visto una partita di calcio, Matteo ha assistito a partite leggendarie dell’Inter, come l’Inter-Barcellona 3-1 del 2010 e la penultima giornata contro il Chievo. Mourinho ha sempre dimostrato gentilezza nei confronti di Matteo e di suo padre, invitandoli a pranzare con la squadra alla Pinetina e facendoli sedere al tavolo dello staff tecnico. Mourinho ha anche ricordato l’ultima volta in cui il Barcellona ha giocato a San Siro, quando Matteo e suo padre erano presenti allo stadio. Mourinho gli ha fatto avere la maglia di Dybala, che Matteo ha ricevuto a casa qualche giorno dopo.
Matteo è stato anche in contatto con alcuni calciatori dell’Inter, come Crespo, che gli ha detto che i campioni lo sono prima fuori dal campo, e Ibrahimovic, che gli ha regalato le sue scarpe da calcio. La squadra ha segnato in modo indelebile la vita di Matteo, che ha assistito alla finale di Coppa Italia del 2008 all’Olimpico con il padre. Dopo la sconfitta con la Roma, Mancini ha tolto la medaglia d’argento per darla a Matteo.
La storia di Matteo dimostra come il calcio possa essere un’esperienza inclusiva per tutti, indipendentemente dalle proprie capacità fisiche. La gentilezza e l’empatia mostrate da Mourinho e dai calciatori dell’Inter verso Matteo e suo padre sono un esempio di come lo sport possa unire le persone e creare un senso di comunità. La passione di Matteo per l’Inter dimostra anche come lo sport possa essere una fonte di ispirazione e di speranza per le persone, indipendentemente dalle difficoltà che incontrano nella vita.